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“Modello 231” e tax control framework: riflessioni sulle modifiche intervenute in tema di tax compliance e responsabilità amministrativa degli enti per reati tributari di natura fraudolenta

Emiliano Covino, Dottore di ricerca in Diritto tributario, Università di Roma “Tor Vergata”, Avvocato in Roma, Fondazione Studi Tributari

Luca Miraglia, Tenente della Guardia di Finanza

L’inserimento dei delitti tributari di natura fraudolenta nell’elenco dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti richiede un aggiornamento dei modelli di controllo cui al D.Lgs. n. 231/2001. L’analisi condotta mette a confronto due sistemi, il “modello 231” e il Tax Control Framework, con l’obiettivo di verificare l’esistenza o meno dei presupposti per addivenire a una compliance integrata in materia tributaria.

PAROLE CHIAVE: reati tributari - responsabilitŕ amministrativa degli enti - tax control framework - adempimento collaborativo - rischio fiscale

The “231 model” and the tax control framework: reflections on changes in the field of tax compliance and administrative corporate liability for fraudulent tax crimes

The inclusion of fraudulent tax crimes in the list of predicate offenses of the administrative corporate liability requires an update of the control models referred to in Legislative Decree 231/2001. The analysis conducted compares two systems, the “231 model” and the Tax Control Framework, with the aim of verifying the existence or otherwise of the prerequisites for achieving integrated tax compliance.

1. La recente circolare della Guardia di Finanza n. 216816/2020, in tema di riforma dei reati tributari e responsabilità degli enti (“Modifiche alla disciplina dei reati tributari e della responsabilità amministrativa degli enti”), offre uno spunto di riflessione circa l’evoluzione dell’impianto sanzionatorio per le violazioni in materia fiscale costituenti reato. La recente rimodulazione del sistema dei reati tributari ha previsto, da una parte, la depenalizzazione di fattispecie di minore rilevanza (o comunque prive di un reale intento fraudolento), aumentando anche la portata scriminante del ravvedimento operoso attuato a breve termine dalla commissione del reato. Dall’altra parte, la riforma ha puntato su una generale politica di inasprimento delle sanzioni penali per i delitti di cui al D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, con un’elevazione delle pene edittali, la riduzione delle soglie di punibilità e l’estensione della c.d. “confisca allargata” o “per sproporzione” ai delitti più gravi (di cui agli artt. 2, 3, 8 e 11 del D.Lgs. n. 74/2000). Infine, arrivando al punto focale del presente articolo, si deve registrare la rilevante novità dell’inserimento (ad opera del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124) dei reati tributari tra i reati presupposto per l’applicazione della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, le società e le associazioni anche prive di personalità giuridica, di cui al D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231. In particolare, si tratta delle fattispecie di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2), dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3), emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8), occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10), sottrazione fraudolenta al pagamento di [continua ..]

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