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I differenti trattamenti impositivi derivanti da una convenzione contro le doppie imposizioni non violano i principi eurounitari

Giorgio Emanuele Degani, Dottore di ricerca in Diritto tributario, Business-Law, Università di Brescia e Bergamo

Il regime tributario italiano risultante dalla Convenzione italo-portoghese contro le dop­pie imposizioni sui redditi, che si riferisce al Modello OCSE, non viola i principi fondamentali di libera circolazione e di non discriminazione. Pertanto, i pensionati italiani del settore privato e del settore pubblico, residenti in altri Paesi, possono essere assoggettati a normative tributarie differenti che portano a una diversa tassazione degli assegni ricevuti.

PAROLE CHIAVE: convenzioni contro le doppie imposizioni - libertÓ fondamentali - divieto di discriminazione - ripartizione

The different tax treatments resulting from a convention against double taxation do not violate the european principles

The Italian tax regime resulting from the Italian-Portuguese Convention against Double Taxation on Income, which refers to the OECD model, does not violate the fundamental principles of free movement and non-discrimination. Therefore, Italian pensioners in the private sector and in the public sector, residing in other countries, may be subject to different tax regulations that lead to a different taxation of the cheques received.

Nota a Corte di Giustizia UE, 30 aprile 2020, cause C-168/19 e C-169/19,
H.B. e I.C. c. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS)

 

1. Con la recente sentenza relativa alle cause riunite C-168/19 e C-169/19 (CGUE, 30 aprile 2020, cause C-168/19 e C-169/19, H.B. e I.C. c. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale INPS), la Corte di Giustizia dell’Unione Europea è tornata a pronunciarsi in ordine ai criteri di ripartizione della potestà impositiva, ovvero alle cause di giustificazione che consentono a uno Stato membro di introdurre delle misure discriminatorie e derogatorie delle libertà fondamentali, confermando i precedenti giurisprudenziali resi sul tema (tra le tante, v. CGUE, 12 maggio 1998, causa C-336/96, Coniugi Gilly e CGUE, 13 dicembre 2005, causa C-446/03, Marks& Spencer. Inoltre, v. anche CGUE, 29 marzo 2007, causa C-347/04, Rewe Zentralfinanz; CGUE, 15 maggio 2008, causa C-414/06, Lidl Belgium; CGUE, 18 luglio 2007, causa C-231/05, Oy AA; CGUE, 21 gennaio 2010, causa C-311/08, SGI; CGUE, 17 dicembre 2015, causa C-388/14, Timac Agro Deutschland GmbH; CGUE, 21 dicembre 2016, causa C-593/14, Masco Denmark; CGUE, 31 maggio 2018, causa C-382/16, Hornbach; CGUE, 12 giugno 2018, causa C-650/16, A/S Bevola e Jens W. TrockApS; CGUE, 4 luglio 2018, causa C-28/17, NN A/S).

In particolare, i Giudici del Lussemburgo hanno affrontato il caso di due cittadini italiani, ex dipendenti del settore pubblico, i quali, dopo aver trasferito la propria residenza in Portogallo, hanno richiesto all’INPS di ricevere l’im­porto delle loro pensioni senza che venisse operato il prelievo alla [continua ..]

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