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Lo smaltimento “autonomo” dei rifiuti da parte del privato: la rideterminazione del prelievo tra i principi “chi inquina paga” e di proporzionalità

Paolo Barabino, Professore a contratto, Università degli Studi di Sassari

In piena attuazione del principio “chi inquina paga” si dichiara ammissibile, in via giurisprudenziale, la facoltà del produttore o del detentore di rifiuti di provvedere al loro smaltimento autonomamente. La diretta applicazione della Direttiva europea conduce alla rideterminazione del prelievo fiscale in virtù del principio di proporzionalità, fatto salvo il finanziamento del sistema comunale di gestione dei rifiuti.

PAROLE CHIAVE: rifiuti - smaltimento dei rifiuti - proporzionalità

“Autonomous” disposal of waste: redetermination of the tax levy between the “polluter pays” and proportionality principles

The judgment declares admissible the option of the producer or the holder of waste to provide disposal independently, in implementation of the principle “polluter pays”. The direct application of the European Directive leads to the redetermination of the tax levy in accordance with the principle of proportionality, without prejudice to the financing of the Municipal waste management system.

Keywords: waste; autonomus disposal; proportionality.

Nota a Comm. trib. reg. Sardegna, 25 novembre 2020, n. 446

 

1. La sentenza qui annotata rappresenta una peculiare vicenda, in materia di tassa sui rifiuti, nella quale una società che svolge attività alberghiera ritiene di essere totalmente esonerata dal tributo in ragione dello smaltimento “autonomo”, attuato attraverso un’impresa specializzata nel settore, senza usufruire dunque dei relativi servizi comunali.

La questione giurisprudenziale, già sollevata con riferimento ad un’altra annualità in via pregiudiziale innanzi alla Corte di Giustizia (causa C551/13, Setar, 18 dicembre 2014, relativa all’allora vigente Tarsu 2011, D.Lgs. n. 507/1993), si sostanzia in una lettura del rapporto tra la Direttiva europea e la normativa nazionale alla luce dei principi sovranazionali del “chi inquina paga” e di proporzionalità: le linee guida impartite dall’Ordinamento sovranazionale allo Stato membro in tema di raccolta e gestione dei rifiuti urbani e speciali se, da un lato, offrono un ventaglio di opzioni indirettamente destinate al produttore o al detentore di rifiuti, dall’altro, devono essere ponderate tenendo conto della discrezionalità del legislatore nazionale, del dovere contributivo e dei servizi generali potenzialmente usufruibili e offerti dal Comune competente.

Più nello specifico, il giudice di seconde cure ha dovuto valutare se la disciplina europea in materia di rifiuti (art. 15 della Direttiva 2008/98 del 19 novembre 2008) potesse essere direttamente applicabile nell’Ordinamento interno rispetto alla normativa nazionale della tassa sui rifiuti (Tari 2015, L. n. 147/2013). Se così fosse, le facoltà previste a livello sovranazionale potrebbero consentire al contribuente di adempiere al dovere di smaltimento dei rifiuti urbani autonomamente rispetto [continua ..]

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