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Il credito d´imposta per il “vuoto a rendere” nelle zone economiche ambientali (ZEA)

Paolo Barabino, Professore a contratto, Università degli Studi di Sassari

Il legislatore sta completando la disciplina delle zone economiche ambientali (ZEA) incentivando lo svolgimento di attività eco-sostenibili, quali l’utilizzo di imballaggi mediante il c.d. “vuoto a rendere”: pur intravedendo scenari di potenziamento della modulazione del tributo, nel rispetto della compatibilità costituzionale ed europea, la scelta d’istituire un credito d’imposta rappresenta un uso della fiscalità che sebbene sia “semplificato” risulta apprezzabile in termini di flessibilità e in funzione di una parziale neutralizzazione della traslazione economica dei maggiori oneri sugli utilizzatori.

PAROLE CHIAVE: zone economiche ambientali - credito d’imposta - vuoto a rendere

The tax credit for “deposit system” in the environmental economic zones (EEZ)

The legislator is completing the regulation of environmental economic zones (EEZ) by encouraging the conduct of green activities, such as the use of packaging through “deposit system”: the tax credit represents a “simplified” but flexible use of taxation and partial neutralization of economic recourse, but it is necessary to developed of the tax modulation in compliance with the constitutional and European compatibility.

Keywords: environmental economic zones; tax credit; deposit system.

1. Il legislatore è recentemente intervenuto sulla disciplina di diverse tipologie di zone franche tra le quali le zone economiche ambientali (ZEA) mostrando un interesse destinato ad implementare l’attuazione e la differenziazione dei modelli in ragione delle specificità territoriali e funzionali (cfr. art. 1, commi 760 ss. della legge di Bilancio 2021 n. 178/2020; nella stessa legge di Bilancio esiste un’integrazione della disciplina delle zone economiche speciali per la quale vedasi, in questa Rivista, Barabino, La disciplina delle zone economiche speciali (ZES) assume una maggiore rilevanza fiscale, in corso di pubblicazione, 2021).

La novella offre l’occasione per valutare il rapporto con la preesistente normativa di cornice delle ZEA (art. 4 ter, comma 1, D.L. n. 111/2019, conv. mod. L. n. 141/2019) al fine di riconoscere un’attuazione o un’integrazione di quest’ultima e, dunque, apprezzare, rispettivamente, la compatibilità o la specialità delle disposizioni.

2. In linea generale, all’interno delle ZEA si possono istituire forme di sostegno sulla base di tali caratteristiche: i) le misure devono essere rivolte sia alle nuove imprese che a quelle già esistenti, ii) a favore di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale, iii) a condizione che le imprese mantengano la loro attività nella ZEA per un periodo di tempo almeno pari a sette anni successivi al completamento dell’investimento e che non siano in stato di liquidazione o di scioglimento.

Si intuiscono i tratti distintivi delle ZEA rispetto agli altri modelli di zone franche presenti nell’Ordinamento: i) le zone franche urbane, istituite dall’art. 1, comma 340, L. n. 296/2006 e successive modificazioni, sono rivolte a quartieri urbani degradati dal punto di vista socio-economico; ii) le [continua ..]

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