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La nuova disciplina sull´impugnazione dell´estratto di ruolo e la sua efficacia nei processi in corso

Sebastiano Napolitano, Magistrato

L’impugnazione del ruolo, conosciuto occasionalmente attraverso “l’estratto di ruolo”, quale tutela giurisdizionale anticipata riconosciuta, dalla giurisprudenza di legittimità al debitore, al di là di un suo interesse “qualificato” ad agire, viene ora fortemente ridimensionata a seguito dei nuovi confini delineati dalla novella legislativa in commento, per la cui corretta interpretazione sono state investite le Sezioni Unite della Suprema Corte.

Parole chiave: estratto di ruolo; interesse ad agire; irretroattività.

The new discipline on the challenge of the role extract and its effectiveness in the processes in progress

The challenge of the role, known occasionally through the “extract of the role”, as an anticipated judicial protection recognized, by the jurisprudence of legitimacy to the debtor, beyond his “qualified” interest to act, is now strongly resized following the new boundaries outlined by the legislative novel under review, for the correct interpretation of which the United Sections of the Supreme Court have been invested.

Keywords: role extract; interest in acting; non-retroactivity.

1. Il D.L. n. 146 del 21 ottobre 2021, convertito dalla L. n. 215 del 17 dicembre 2021, ha aggiunto all’articolo 12 del D.P.R. n. 602/1973, dopo il comma 4, un comma 4 bis, che così recita: “4 bis. L’estratto di ruolo non è impugnabile. Il ruolo e la cartella di pagamento che si assume invalidamente notificata sono suscettibili di diretta impugnazione nei soli casi in cui il debitore che agisce in giudizio dimostri che dall’iscrizione a ruolo possa derivargli un pregiudizio per la partecipazione a una procedura di appalto, per effetto di quanto previsto nell’articolo 80, comma 4, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, oppure per la riscossione di somme allo stesso dovute dai soggetti pubblici di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 18 gennaio 2008, n. 40, per effetto delle verifiche di cui all’articolo 48 bis del presente decreto o infine per la perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione”.

Dal tenore di tale disposizione si ricava il totale cambiamento di rotta rispetto all’assetto interpretativo precedente: l’impugnazione diretta del ruolo, conosciuto attraverso l’estratto di ruolo, è oggi normativamente ammessa, ma la proposizione dell’azione è subordinata alla espressa prova di un interesse non generico, bensì “qualificato”, siccome preventivamente individuato dal legislatore (De Matteis-Pepe-Soldi, La sorte dell’impugnazione dell’estratto di ruolo, in Nel Labirinto del Diritto. Appendice alla rivista trimestrale di giurisprudenziale, n.3, 2022).

Tale norma prevede – oltre alla non impugnabilità dell’”estratto di [continua ..]

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