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La sorte dei crediti tributari delle società estinte: quali margini per una rinuncia implicita?

Federica Campanella, Dottoranda di ricerca in Diritto Tributario, Sapienza Università di Roma

La normativa civilistica, che a partire dalla riforma del diritto societario del 2003 prevede l’efficacia estintiva della cancellazione della società dal registro delle imprese, ha fatto emergere criticità in punto di attuazione della responsabilità dei soci, degli amministratori e dei liquidatori per i debiti tributari della società estinta, tant’è che il legislatore è intervenuto dettando specifiche regole procedimentali per la riscossione dei tributi evasi nei confronti dei predetti soggetti (D.Lgs. n. 175/2014). Nulla, però, si è previsto per l’ipotesi in cui la società estinta vanti posizioni creditorie già esistenti all’epoca della chiusura della liquidazione (c.d. residui attivi), ovvero sorte in epoca successiva (c.d. sopravvenienze attive), lasciando la questione aperta a soluzioni giurisprudenziali spesso criticate, le quali hanno teorizzato la rinuncia implicita ai crediti illiquidi e alle mere pretese a seguito della richiesta di cancellazione. Orbene, con questo contributo ci proponiamo di analizzare quest’ultimo profilo, evidenziando quando i crediti tributari della società estinta possano essere chiesti a rimborso dai soci, ovvero quando debbano considerarsi implicitamente rinunciati a seguito della richiesta di cancellazione, trattandosi di “mere pretese”.

Parole chiave: estinzione della società; crediti tributari; residui attivi.

The tide of the tax credits of extinguished companies: what margins for an implied waiver?

The civil legislation, which, starting from the 2003 company law reform, provides for the extinguishing effectiveness of the cancellation of a company from the Companies Register, has brought out critical issues in the implementation of the responsibility of shareholders, directors and liquidators for tax liabilities of the extinguished company, so much so that the legislator intervened by laying down specific rules for the collection of taxes evaded against the aforementioned subjects (Legislative Decree no. 175/2014). Nothing, however, is provided for the hypothesis in which the extinguished company has credit positions already existing at the time of the completion of the liquidation (so-called residual assets), or arisen in a subsequent period (so-called contingent assets), leaving the question open to often criticized jurisprudential solutions, which theorized the implicit waiver of illiquid credits and mere claims following the request for cancellation.

Well, with this paper we intend to analyze this latter profile, highlighting when the tax credits of the extinguished company can be claimed for reimbursement by the shareholders, or when they must be considered implicitly waived following the request for cancellation, since they are “mere claims”.

Keywords: extinction of the company; tax credits; residual assets.

1. Com’è noto, per effetto della riforma del diritto societario attuata dal D.Lgs. n. 6/2003, la cancellazione di una società dal registro delle imprese (che nel precedente regime normativo si riteneva non valesse a provocare l’estinzione dell’ente), è da considerarsi fatto costitutivo dell’estinzione della società, anche nel caso in cui non tutti i rapporti giuridici ad essa facenti capo siano stati definiti in sede di liquidazione.

Il che pone il problema di definire la sorte dei debiti e dei crediti della società ormai estinta; problema di cui il legislatore si è occupato solo in parte e con esclusivo riferimento ai c.d. residui passivi della società.

Al riguardo, l’art. 2495 c.c. stabilisce il principio secondo cui, con l’estin­zione della società conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, non si determina l’automatica estinzione delle obbligazioni che ad essa facevano capo e non ancora adempiute. È, infatti, previsto che i creditori sociali insoddisfatti, nonostante l’estinzione del soggetto giuridico loro debitore, possano far valere le proprie pretese nei confronti degli ex soci fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, oppure nei confronti dei liquidatori, qualora il mancato pagamento dei debiti sociali sia dipeso da loro dolo o colpa. In questo modo, viene assicurata la tutela degli interessi dei creditori sociali, evitando che la cancellazione della società dal registro delle imprese diventi uno strumento per eludere il pagamento dei debiti verso i terzi.

Una specifica disciplina è, poi, prevista con riferimento ai debiti di natura tributaria dall’art. 36, D.P.R. n. 602/1973, il quale definisce le [continua ..]

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