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L´utilizzo delle banche dati nei controlli in dogana

Federico Tarini, Assegnista di ricerca in Diritto tributario, Università di Bologna

L’importante digitalizzazione della dogana a cui si è assistito nell’ultimo decennio ha reso l’attività di controllo significativamente più rapida ed efficace, obiettivo alla base del sistema dei controlli sin dal codice del ’92. In questo contesto assume particolare rilevanza l’utilizzo delle banche dati, le quali consentono di acquisire un elevato quantitativo di informazioni senza dover dare avvio ad una vera e propria fase accertativa. Partendo dalla recente circolare della Guardia di finanza in materia, l’obiettivo di questo contributo è quello di analizzare l’impatto di questi strumenti e come gli stessi debbano essere impiegati al fine di assicurare il rispetto dei diritti dell’importatore/dichiarante sottoposto ai controlli.

Parole chiave: strumenti di controllo; analisi dei rischi; frodi doganali.

The use of databases in customs controls

The significant digitalisation of customs in the last decade has made controls significantly faster and more effective, which has been the underlying objective of the control system since the 1992 Code. In this context, the use of databases is particularly important, as they allow a large amount of information to be acquired without the need to initiate a real investigation phase. Starting from the recent circular of the Guardia di Finanza on this matter, the aim of this contribution is to analyze the impact of these tools and how they should be used in order to ensure respect for the rights of the importer / declarant subject to controls.

Keywords: control sistem; risk assessment; customs fraud.

1. La recente circolare della Guardia di Finanza dello scorso 6 ottobre 2021 (Circolare del Comando generale della Guardia di Finanza del 6 ottobre 2021, “Direttive operative in materia di polizia doganale. Piattaforma “COGNOS” – AREA “Analisi dei rischi GDF”) ha fissato le linee guida relative ai controlli in dogana per l’anno 2022, individuando le strategie necessarie per prevenire le più rilevanti frodi in ambito doganale.

Questo documento di prassi offre l’occasione per valutare quale sia, ad oggi, la rilevanza degli applicativi informatici (fra i quali, in primis, le banche dati sia nazionali che europee) nell’ambito dei controlli in dogana.

2. Il sentimento condiviso a livello europeo che, sin da prima dell’entrata in vigore del Codice doganale comunitario del ’92 (Reg. (CEE) del 12 ottobre 1992, n. 2913/1992), ha caratterizzato la materia doganale è nel senso di privilegiare l’eliminazione di qualsiasi controllo in dogana o almeno averne una significativa riduzione. (Una prima indicazione in tal senso può essere rinvenuta già nella pronuncia della Corte di Giustizia, 25 ottobre 1978, C-159/78, Commissione v. Italia. Sul tema, si veda anche Lyons, EU Customs Law, Cambridge, 2018, p. 375).

Un eccessivo potere di controllo in dogana comporterebbe un ostacolo ai traffici commerciali con conseguenze negative sul mercato europeo e su quello internazionale.

Tuttavia, è evidente che una completa eliminazione di ogni forma di controllo finirebbe inevitabilmente per favorire comportamenti abusivi e fraudolenti idonei a ledere gli interessi dell’Unione. (Vismara, Corso di diritto doganale, Torino, 2018, 125).

Per tale ragione, il Reg. 2013/952 (c.d. Codice doganale dell’Unione o, in breve, CDU) affida alle autorità doganali nazionali [continua ..]

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