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Il subentro del socio nei debiti tributari delle società di capitali

Ernesto-Marco Bagarotto, Ricercatore a t.d./B in Diritto tributario, Università di Urbino

La Suprema Corte ha ritenuto che, nel sistema precedente alle modifiche apportate con il D.Lgs. n. 175/2014, la cancellazione della società di capitali dal registro delle imprese comporti il subentro dei soci nei debiti sociali, anche di natura tributaria, ai sensi dell’art. 2495 c.c. e che sia onere dei soci dimostrare di non aver conseguito utili in sede di liquidazione.

Parole chiave: società di capitali; estinzione; subentro; responsabilità.

The takeover of the shareholder in the tax liabilities of limited companies

The Supreme Court stated that, in the system prior to the changes made with Legislative Decree no. 175 of 2014, the cancellation of a corporation from the Companies House entails the taking over of the shareholders in the corporation’s debts, including tax liabilities, pursuant to art. 2495 c.c. and that the shareholders have to proof they didn’t obtain any profit due to the liquidation.

Keywords: limited companies; termination; takeover; responsibility.

1. L’ordinanza commentata affronta un tema particolarmente delicato, vale a dire quello del subentro del socio nei debiti della società di capitali estinta.

I fatti di causa sono i seguenti: una società a responsabilità limitata riceveva ed impugnava un avviso di accertamento in materia di imposte sui redditi. Nel corso del primo grado di giudizio il processo veniva interrotto a causa della cancellazione della Società dal registro delle imprese. Dopodiché, per effetto della mancata riassunzione, il processo veniva dichiarato estinto, con conseguente definitività del provvedimento impositivo. Dopo l’estinzione di detto processo, un ex socio (nonché ex liquidatore) riceveva una cartella di pagamento con la richiesta delle somme dovute dalla Società, in proporzione alle quote a suo tempo possedute. L’Amministrazione finanziaria, cioè, si azionava direttamente nei confronti dell’ex socio e non della società. L’ex socio, pertanto, impugnava la cartella di pagamento, che veniva annullata dalla C.T.P. e, di converso, dichiarata legittima da parte della C.T.R. Nel giudizio innanzi alla Corte di Cassazione, l’ex socio contestava la pronuncia della C.T.R. in quanto non sarebbe stato rilevato il difetto di motivazione della cartella di pagamento e non sarebbe stata fatta applicazione dell’art. 36 del D.P.R. n. 602/1973, in particolare nella parte in cui richiede la notifica di un autonomo avviso di accertamento a carico del socio e la dimostrazione della percezione di utili da parte del socio nei due anni precedenti la messa in liquidazione.

2. La sentenza ha affrontato congiuntamente i motivi dedotti dal contribuente, respingendo il ricorso, ritenendo legittimo che, in una situazione come quella verificatasi, l’Amministrazione [continua ..]

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