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Asimmetrie processuali tributarie: la proposta governativa di riforma del giudizio tributario si scorda del procedimento in Cassazione

Gianluca Selicato, Professore associato di Diritto tributario, Università degli studi di Bari Aldo Moro.

La riforma della giustizia tributaria vive stagioni contrastate. La professionalizzazione del giudice tributario, in particolare, ha dapprima polarizzato il dibattito scientifico, quindi ha ispirato soluzioni oscillanti tra l’istituzione di sezioni specializzate e l’assorbimento della giurisdizione tributaria in quella contabile. Adesso, in parziale recepimento delle indicazioni offerte dalla Commissione interministeriale deputata ad elaborare proposte di interventi in materia di giustizia tributaria, il Governo si è determinato a promuovere l’istituzione del giudice tributario di ruolo e caldeggia altri meccanismi di efficientamento del rito. Si compie, in questo modo, un passo importante nella direzione della costruzione di un modello processuale più maturo. Tuttavia, al netto di alcune perplessità di cui si darà conto, ove pure il progetto vedesse la luce, la mancata previsione del passaggio del nostro giudice alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri inibirebbe il naturale afflusso al giudizio di legittimità delle competenze e dell’esperienza che il nuovo togato è destinato a maturare nelle Corti di merito. Si rischia, in questo modo, di perdere un’occasione preziosa per rendere più efficiente, equilibrato e ‘giusto’ il processo tributario nel suo complesso e, dunque, per rimuovere il ‘collo di bottiglia’ oggi rappresentato dal procedimento in cassazione, il cui parallelo percorso di riforma, a dir poco frastagliato, punta a deflazionare i ruoli e a smaltire l’arretrato con discutibili soluzioni emergenziali, anziché a recuperare quella funzione nomofilattica ‘sostanziale’ che solo un giudice esperto della materia può autorevolmente assolvere.

Parole chiave: Giudice tributario; Riforma; PNRR.

Asymmetries of the tax judgment: the government proposal for the reform forgets the Court of cassation

The tax justice reform goes through mixed seasons. While the professionalization of the tax judge polarizes the scientific debate, successive governments propose solutions ranging from the establishment of specialized sections to the absorption of the tax jurisdiction into the accounting one. Now, in partial acknowledgment of the indications offered by the inter-ministerial Commission for the reform of tax justice, the Italian Government has determined to promote the institution of a permanent tax judge and advocates other mechanisms to improve the efficiency of the judgement. In this way, an important step is taken in the direction of building a more mature procedural model. However, net of some perplexities that will be taken into account, even if the project were to see the light, the failure to provide for the passage of our judge under the Presidency of the Council of Ministers would inhibit the natural influx of the judgment of legitimacy of the competences and of the experience that the new judges is destined to mature in the courts of merit. In this way, there is a risk of losing a precious opportunity to make the tax process as a whole more efficient, balanced and ‘fair’ and, therefore, to remove the ‘bottleneck’ today represented by the cassation procedure, whose parallel path of reform, to say the least jagged, aims to deflate the roles and clear the backlog with questionable emergency solutions, instead of recovering that ‘substantial’ nomophilactic function that only a judge expert on the subject can authoritatively perform.

Keywords: Tax judge; Reform; NPRR.

1. L’infinito cantiere della riforma del ‘processo dei tributi’ e lo schema governativo del 17 maggio 2022 recante “disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari”. – Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) parrebbe essere riuscito a smuovere i lavori della riforma del processo tributario, a lungo imbrigliati in un groviglio di iniziative, ipotesi di lavoro e proposte di varia natura (talvolta semiserie), indicative di sensibili divergenze nella percezione dei limiti della giurisdizione in materia di tributi e di una mancata condivisione delle premesse, delle direttrici e degli obiettivi di un intervento riformatore. La priorità individuata nel PNRR, in realtà, è quella di intervenire sul giudizio di merito per ridurre i ricorsi alla Corte di cassazione, consentendone una trattazione più spedita. Nel loro ragionamento, però, gli estensori del Piano hanno riconosciuto la rilevanza e la delicatezza del ruolo delle Commissioni tributarie, soprattutto per l’impatto delle loro decisioni sulla fiducia degli operatori economici nazionali e stranieri.

Ebbene, rispetto al proposito di approdare ad una riforma del rito entro il 31 dicembre 2022, già il 17 maggio 2022 il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze e di quello della Giustizia, ha licenziato uno schema di disegno di legge recante “Disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari”. In questa proposta, l’impronta del Ministero delle finanze si avverte chiaramente, soprattutto nella scelta di mantenere il Giudice tributario alle sue dipendenze. Ma prima di affrontare i riflessi di questa discutibile opzione non ci si può esimere dall’apprezzare l’impulso alla professionalizzazione del magistrato tributario che si colloca nel solco di sollecitazioni che da tempo alimentano il [continua ..]

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