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La presunzione di distribuzione di utili ai soci

Anna Rita Ciarcia, Ricercatrice di Diritto tributario, Università della Campania Luigi Vanvitelli

Nel caso di accertamento nei confronti di una società, la ristretta compagine societaria consente, all’Agenzia delle Entrate, di presumere la distribuzione di utili occulti in capo ai soci. Tale presunzione non ha origini normative ma giurisprudenziali. Trattandosi, comunque, di una presunzione di tipo relativa, si inverte l’onere della prova, ponendolo in capo al socio/contribuente.

Parole chiave: presunzione; distribuzione utili; onere della prova.

The presumption of profits distribution on shareholder

In the case of an assessment against a company, the restricted corporate structure allows the tax authorities to presume the distribution of hidden profits to the shareholders. This presumption does not have normative but jurisprudential origins. However, since this is a relative presumption, the burden of proof is reversed, placing it on the shareholder / taxpayer.

Keywords: presumption; profits distribution; burden of proof.

1. L’ordinanza n. 29794 del 25 ottobre 2021 affronta il problema della prova da produrre in giudizio per vincere la presunzione di distribuzione degli utili ai soci, con vincoli di parentela, o, in generale, nel caso di ristretta base societaria (Paparella, La presunzione di distribuzione utili nelle società di capitali a ristretta base, in Dir. prat. trib., 1995, II, p. 458).

Viene definita società a ristretta base azionaria la società di capitali composta da un numero limitato di soci, legati spesso da vincoli di parentela e/o affinità; la progressiva generalizzazione e diffusione del suddetto schema societario ha visto gli uffici finanziari assoggettare a tassazione i maggiori utili extra-bilancio non dichiarati e accertati nei confronti della società, presumendo che tali utili occulti fossero distribuiti in capo ai soci (Ficari, Presunzione di assegnazione di utili extrabilancio ai soci e imputazione di costi fittizi, in Corr. trib., 2008, p. 1054).

Si evidenzia che negli anni si è giunti ad una sorta di “equiparazione” tra le società di persone e le società di capitali a ristretta base partecipativa, ritenendo, anche per queste ultime, legittimo assoggettare a tassazione i maggiori utili extra-bilancio non dichiarati e accertati nei confronti della società.

in capo ai soci, presumendo che tali utili occulti fossero loro distribuiti. In sostanza, se viene dimostrato che la società non ha dichiarato ricavi, il fatto che la cerchia sociale sia estremamente ristretta (pochi soci, in molti casi familiari o affini) fa presumere che il maggior reddito sia stato anche “ripartito” tra le persone fisiche (Rasi, La tassazione per trasparenza delle società di capitali a ristretta base proprietaria. [continua ..]

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