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Patteggiamento e reati tributari: la Corte di cassazione ritorna sulla questione

Francesco Martin, Avvocato del Foro di Venezia, Studio MDA

Come è noto l’applicazione della pena su richiesta delle parti, il c.d. patteggiamento, ex art. 444 c.p.p. per quanto concerne i reati tributari è stato subordinato dal legislatore all’estinzione del debito con l’erario prima dell’apertura del dibattimento. In sostanza il contribuente imputato ha la possibilità di risolvere il procedimento penale ottenendo un significativo sconto di pena solamente se adempie quanto contestato dall’Agenzia delle Entrate. Recentemente la Corte di Cassazione si è pronunciata nuovamente sulla questione prospettando alcune tematiche di particolare rilievo.

Parole chiave: patteggiamento; reati tributari; riti alternativi.

Placement and tax offenses: the Court of cassation returns to the question

As is known, the application of the penalty at the request of the parties, the so-called plea bargaining, pursuant to art. 444 c.p.p. with regard to tax crimes, it was subordinated by the legislator to the extinction of the debt with the Treasury before the opening of the trial. In essence, the accused taxpayer has the ability to resolve the criminal proceedings by obtaining a significant penalty discount only if he fulfills what the Revenue Agency complains about. Recently, the Court of Cassation again ruled on the issue, putting forward some issues of particular importance.

Keywords: settlement, tax offenses, short proceeding.

1. La tematica inerenti i reati tributari ha, specialmente negli ultimi anni, sempre più interessato i tribunali di merito nonché la Corte di Cassazione.

Difatti complice anche una volontà legislativa volta a punire in maniera severa e sistematica il fenomeno dell’evasione fiscale, sono aumentati in maniera endemica i procedimenti penali per i reati previsti dal D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74.

Come noto tale disposizione pone sotto il manto della protezione ed anche della sanzione penale alcuni interessi ritenuti meritevoli di tutela, prevedendo che la condotta incriminata configuri un reato.

In tale ottica risulta, anche in ragione dei notevoli benefici non solo in quantum di pena, ma anche con riferimento alle pene accessorie, di particolare interesse per la strategia difensiva l’accesso ai riti alternativi.

Ed ecco la vexata quaestio.

L’art. 13 D.Lgs. n. 74/2000 subordina la possibilità di accedere al patteggiamento all’integrale pagamento del debito tributario da parte del contribuente imputato; in sostanza la pretesa punitiva dello Stato in qualche modo arretra solamente in cambio del pagamento di quanto non corrisposto.

Orbene, come spesso accade, anche con riferimento all’interpretazione di tale disposizione, i cui effetti sono particolarmente incisivi sulla situazione processuale del singolo individuo, la giurisprudenza di legittimità ha tracciato un solco che si è costantemente evoluto.

Come si evidenzia l’art. 13 D.Lgs. n. 74/2000 prevede una causa di non punibilità che si sostanzia nella scelta del legislatore di non sottoporre ad un procedimento penale il soggetto che, pur avendo commesso uno dei delitti di omesso versamento, abbia [continua ..]

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