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Il deprezzamento di un´area edificabile non comporta l´inefficacia della rivalutazione

Pier Luca Cardella, Ricercatore di diritto tributario – Sapienza, Università di Roma.

Nota a Cass., ord. 31 gennaio 2019, n. 2894

L’efficacia della rideterminazione a pagamento del valore di un’area edificabile non è subordinata alla circostanza che il corrispettivo di alienazione del bene rivalutato sia almeno pari al valore periziato.

PAROLE CHIAVE: imposta sostitutiva - rivalutazione - aree edificabili

The depreciation of a building area does not imply the ineffectiveness of the revaluation

The effectiveness of the for payment re-evaluation of a building area is not conditional upon the circumstance that the price paid for its transfer be at least equal to the appraised value.

Keywords: substitute tax; re-evaluation; building areas

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 2894 del 2019 (Cass., sez. trib., ord. 31 gennaio 2019, n. 2894) supera, in modo chiaro e condivisibile, alcuni suoi discutibili precedenti riconoscendo che il deprezzamento di un’area edificabile non sterilizza gli effetti di una precedente rivalutazione a pagamento.

Brevemente il quadro normativo di riferimento.

Come noto, a partire dal 2002, con cadenza periodica, è stato consentito ai produttori di redditi diversi di procedere alla rideterminazione, previa redazione di una perizia giurata di stima e versamento di un’esigua imposta sostitutiva, del costo o valore di acquisto di terreni agricoli e di aree edificabili (imposta originariamente fissata nella misura del 4 percento; cfr. l’art. 7 della l. 28 dicembre 2001, n. 448).

A dispetto del carattere eccezionale che dovrebbe caratterizzare i provvedimenti che consentono di (ri)allineare i valori fiscalmente riconosciuti al mutato metro monetario, le disposizioni in discorso hanno progressivamente perso il carattere della straordinarietà con riaperture dei termini talmente ravvicinate nel tempo (se ne contano, ad oggi, ben diciassette) da far pensare ad una sorta di strisciante stabilizzazione del prelievo sostitutivo sui relativi plusvalori (cfr., da ultimo, l’art. 1, comma 693, della l. 27 dicembre 2019, n. 160, con riferimento ai terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2020).

Evidenti le finalità di anticipazione del gettito che animano una misura che, prevedendo l’applicazione di un’aliquota di molto inferiore a quella ordinaria (aliquota oggi pari all’11 percento), incentiva l’emersione di una base imponibile altrimenti destinata a restare, per un tempo più o meno lungo, allo stato latente.

Con il passare degli anni la disciplina dell’imposta sostitutiva è venuta oltretutto assumendo caratteri estremamente peculiari che, [continua ..]

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