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Interpretazione adeguatrice e profili di incostituzionalità dei condoni concessi dallo stato con le risorse altrui: il caso dello stralcio dei debiti sino a mille euro

Lorenzo del Federico, Professore di Diritto tributario, Università degli Studi di Chieti-Pescara

Valeria D’Ilio, Avvocato del Foro di Pescara

Alcune misure condonistiche incidono sui carichi affidati agli agenti della riscossione. La Corte di Cassazione avalla l’interpretazione favorevole alla loro più ampia estensione, ritenendole applicabili anche ai crediti degli enti diversi dallo Stato, ignorando gli ipotizzabili limiti derivanti dai profili soggettivi (Stato/altri enti), oggettivi (tributi/entrate pubbliche), o procedurali (ruolo/ingiunzione).

Si tratta di condoni concessi da leggi dello Stato a totale discapito della sfera patrimoniale degli enti che subiscono l’annullamento ope legis dei loro crediti.

Vengono evidenziati i profili di incostituzionalità ed i margini per una interpretazione adeguatrice.

PAROLE CHIAVE: condono fiscale - riscossione - agente della riscossione

Remedial interpretation and profiles of unconstitutionality of the amnesties granted by the state with the resources of other entities: the case of the cancellation of debts up to one thousand euros

Certain amnesty measures affect the debts entrusted to collection agents. The Italian Supreme Court endorses a widest interpretation, and considers amnesties applicable also to entities other than the State, ignoring limits deriving from subjective profiles (State/other entities), objective profiles (taxes/public revenues), or procedural profiles (role/injunction).

Such amnesties are granted by State laws to the total detriment of the patrimonial sphere of the entities that undergo the ope legis cancellation of their credits.

The unconstitutionality profiles and the margins for a remedial interpretation are highlighted.

Keywords: tax amnesty; tax collection; tax collector.

1. Talvolta proprio i Governi ed i Parlamenti che più si dichiarano contrari ai condoni fiscali risultano nei fatti pronti ad utilizzarli, sia per reperire gettito, sia per reperire consenso elettorale fra i beneficiati dai provvedimenti.

Una delle vicende più clamorose nell’esperienza degli ultimi anni è stata quella dei dieci condoni promossi dal Governo Conte 1, che per pudore sono stati qualificate come misure di “pace fiscale” (D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, L. conv. 17 dicembre 2018, n. 136).

In queste poche righe non si intende certo entrare nel merito di tali fenomeni, né tantomeno svalutare la rilevanza delle misure di condono nel sistema della finanza pubblica (sui profili teorici v. Preziosi, Il condono fiscale, Milano 1987; Picciaredda, Condono (diritto tributario), in Enc. giur. Treccani, Roma, 1988; AA.VV., Tax Amnesties, a cura di Malherbe, The Netherlands, 2011).

Qui il profilo che interessa evidenziare è quello dei maldestri interventi condonistici, poco meditati e mal disciplinati, che mediante leggi dello Stato introducono misure di favore per i contribuenti a scapito di altri enti pubblici (e talvolta anche privati), con improprie ingerenze nella sfera dell’autonomia finanziaria di tali enti e creando gravi squilibri nel sistema della finanza pubblica.

Il legislatore ha mostrato qualche timore al riguardo, in quanto nell’art. 4 cit., al comma 4, chiarisce che la misura non si applica alle risorse proprie dell’Unione Europea ed all’IVA riscossa all’importazione (oltre che alle sanzioni pecuniarie penali).

Emerge quindi la consapevolezza del limite di non poter incidere sulla sfera patrimoniale dell’Unione Europea, ma tale limite viene ignorato per quanto riguarda i crediti di Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio, Enti acquedottistici, [continua ..]

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