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Il ravvedimento non esclude la punibilità dell'indebita compensazione di crediti inesistenti: il caso dei crediti per ricerca e sviluppo

Marta Ancona, Avvocato, Dottore di Ricerca

A seguito del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, il ravvedimento operoso consente di escludere la punibilità delle fattispecie di dichiarazione fraudolenta ma non della indebita compensazione di crediti inesistenti. Tale mancanza comporta il rischio di reprimere più duramente condotte caratterizzate da una minore offensività in fattispecie complesse quali i crediti per ricerca e sviluppo il cui erroneo utilizzo in compensazione, a seguito della Risoluzione n. 40/E/2019, potrebbe essere punito con una sanzione sproporzionata.

PAROLE CHIAVE: ravvedimento operoso - non punibilitÓ - indebita compensazione - ricerca e sviluppo

The volontary correction of tax returns does not exclude the enforceability of set-off of non-existent tax credits: the R&D credits case

Law Decree 26th October 2019, n. 124 provides that the voluntary correction of tax returns shall exclude criminal consequences in the case of fraudulent tax returns; however, such exclusion does not apply to the setting off of non-existent tax credits. It is therefore possible that behaviours characterised by a less offensive attitude are subject to a more severe punishment, as maybe the case on complex topics such as the research and development tax credits, reference is made to the Resolution no. 40/E/ 2019.

Tra le modifiche introdotte dal D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 (convertito dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157) (“DL 124/2019”) alla disciplina penale tributaria (D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, “D.lgs. 74/2000”), vi è l’ampliamento del novero dei reati non punibili nelle ipotesi in cui il contribuente scelga di sanare le violazioni commesse ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso.

L’attuale formulazione del comma 2 dell’art. 13 del D.Lgs. n. 74/2000 consente infatti, in caso di integrale pagamento del debito tributario prima che l’interessato abbia notizia dell’apertura del procedimento (amministrativo o penale), di escludere la rilevanza penale non solo dei reati di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione (artt. 4 e 5 del D.Lgs. n. 74/2000), ma anche dei reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e mediante altri artifici (artt. 2 e 3, D.Lgs. n. 74/2000).

Con tale previsione il Legislatore, in sede di conversione, ha inteso mitigare l’inasprimento delle pene previsto dal richiamato D.L. n. 124/2019 per quest’ultime ipotesi delittuose connotate da particolare gravità, consentendo pertanto che il tempestivo ravvedimento delle violazioni fiscali possa non solo attenuare le conseguenze penali della condotta tipica (art. 13 bis, D.Lgs. n. 74/2000) ma possa altresì condurre alla loro totale eliminazione (il nuovo art. 2, D.Lgs. n. 74/2000 commina, in caso di elementi passivi fittizi superiori a 100 mila euro, la pena detentiva da 4 a 8 anni, mentre nel nuovo art. 3, D.Lgs. n. 74/2000 la pena detentiva è aumentata da 3 a 8 anni).

Tra le fattispecie ricomprese nell’ambito di applicazione della riformulata disposizione non figura, tuttavia, il reato di indebita compensazione di [continua ..]

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