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Associazioni sportive dilettantistiche e il godimento del regime fiscale agevolato

Davide Stefani, Avvocato in Modena

Con l’ordinanza annotata, la Suprema Corte afferma che il godimento delle agevolazioni fiscali da parte delle Associazioni Sportive Dilettantistiche è subordinato all’inserimento, nell’atto costitutivo o nello statuto, delle clausole espressamente indicate dalle normative fiscali di riferimento. In aggiunta ai suddetti adempimenti formali fondamentali, inoltre, occorre dimostrare che l’ASD svolga in concreto un’attività sportiva, essendo irrilevante la mera iscrizione al Registro del CONI. La Suprema Corte si pronuncia altresì sulla natura di ente “non commerciale”, confermando l’orientamento maggioritario, secondo cui la presunzione de qua rileva esclusivamente nei casi in cui l’attività di cessione di beni e servizi prestata dall’ASD nei confronti dei soci e sia svolta in diretta attuazione degli scopi istituzionali.

PAROLE CHIAVE: associazioni sportive - agevolazioni fiscali - enti non commerciali - registro CONI

Amateur sports associations and tax relief

Amateur Sports Associations enjoy tax benefits under the condition that the Association’s deed of incorporation contains the clauses expressly indicated by the law. In addition to the aforementioned formal requirements, it is also necessary to carry out a sporting activity. In this way, the Supreme Court declares that the formal affiliation in the CONI register is irrelevant. The Supreme Court also rules on the nature of a “non-commercial” entity, according to which the presumption in question is relevant only in cases in which the activity of sale of goods and services is carried out in direct implementation of the institutional purposes and towards business partners.

Nota a Corte di Cassazione, sez. V, 9 giugno 2020, n. 10980

 

1. Con l’ordinanza commentata la Suprema Corte si pronuncia in merito a tre interessanti questioni: la prima, relativa alla natura “non commerciale” dell’attività di gestione di un bar-ristoro, svolta in favore dei soci all’interno di un’associazione senza fini di lucro, qualora tale attività sia strumentale ai fini istituzionali; la seconda, concernente l’ammissibilità della concessione di agevolazioni fiscali nei confronti delle associazioni sportive, a condizione che l’ente sia munito di atto costitutivo, di statuto e delle clausole statutarie richieste dall’art. 90, comma 18, L. n. 289/2002 e dall’art. 111 TUIR (ora ratione temporis art. 148, comma 8, TUIR); la terza, secondo cui la concessione del suddetto regime fiscale agevolato dipende, non solo dall’elemento formale della veste giuridica assunta, ma anche dall’effettivo svolgimento di un’attività sportiva, considerando irrilevante, sotto quest’ultimo profilo, la mera iscrizione al Registro del CONI.

2. Tanto premesso, con riferimento alla prima questione trattata, secondo la ricostruzione dei fatti offerta dalla Suprema Corte, l’Agenzia delle Entrate emetteva un avviso di accertamento nei confronti del contribuente, un’asso­ciazione sportiva dilettantistica che gestiva un bar-ristoro, per aver omesso di presentare, per l’anno 2004, le dichiarazioni dei redditi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte dirette.

Com’è noto, il regime fiscale introdotto dalla L. n. 383/2000 consente, a particolari tipologie di enti, di autofinanziarsi con i proventi della cessione di beni e servizi alla clientela e di beneficiare di una presuntio [continua ..]

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