home / Archivio / Fascicolo / Inerenza: quando il comportamento antieconomico diventa fatto sintomatico di abuso del diritto

indietro stampa articolo indice fascicolo leggi articolo leggi fascicolo


Inerenza: quando il comportamento antieconomico diventa fatto sintomatico di abuso del diritto

Alessia Vignoli

Nota a CTR Lazio, sent. 12 novembre 2018, n. 7770

Il comportamento antieconomico posto in essere dal contribuente può essere ricondotto all’abuso del diritto quando vi siano ulteriori elementi che possano ricondurre a disconoscere il costo dall’ambito dell’attività d’impresa.

PAROLE CHIAVE: inerenza - antieconomicitÓ - congruitÓ - abuso

Necessity test: when uneconomic behaviour becomes abuse of rights

Uneconomic behavior cant’t be the only reason for abuse of rights. Other business information are necessary to prove the abuse.

Keywords: necessity test; uneconomic; congruity; abuse

La giurisprudenza di merito, in linea con alcune anche recenti sentenze della Corte di Cassazione [1], ha considerato il comportamento antieconomico posto in essere dal contribuente una fattispecie riconducibile all’abuso del diritto. Anche in base alla semplice lettura della sentenza si evince come anche in questo caso, non è stata solo l’antieconomicità dell’operazione a condurre i giudici ad avallare l’indeducibilità del costo prospettata dall’ufficio fiscale; infatti, rappresenta un principio consolidato della Corte di Cassazione quello secondo cui esula ai fini del giudizio qualitativo di inerenza un «apprezzamento del costo in termini di congruità o antieconomicità», parametri che non sono espressione dell’inerenza ma «costituiscono meri indici sintomatici dell’inesi­stenza di tale requisito, ossia dell’esclusione del costo dall’ambito dell’attività d’impresa» (cfr. PROCOPIO, L’inerenza nel sistema delle imposte sui redditi, Milano, 2009, p. 48 ss.; FRANSONI, La finanziaria 2008 e i concetti di inerenza e congruità, in Quad. riv. dir. trib., 1/2008, p. 145 ss.).

Nel caso di specie, infatti, le parti (società commerciale e fondo proprietario del centro commerciale, sostanzialmente riconducibili allo stesso soggetto) si erano accordate per la corresponsione, da parte della società, di un canone di locazione “fuori mercato” in favore del fondo proprietario dell’immo­bile stesso.

Infatti, il canone di locazione era stato stabilito in una parte fissa (elevata) e una parte variabile quasi corrispondente all’eventuale reddito della società che si occupa della gestione [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


  • Giappichelli Social